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Corsa, sei la mia gioia e la mia sofferenza

17 febbraio 2017

Questa mattina correvo lungo l’Hudson river park (che chic!) e nelle cuffie ascoltavo the very best di Nina Simone. Pensavo che c’era un freddo orribile e il vento gelido dell’Hudson mi si infilava nel colletto della giacca facendomi impazzire. Stavo facendo una ripetuta da 3.000 e non ne potevo più. Una settimana di sfilate su e giù per Manhattan, fuso orario, poco sonno e tanta stanchezza. Avrei voluto godermi la mattinata libera in stanza sorseggiando un cappuccino alla soia. Invece niente. La tabella gridava vendetta per le poche uscite della settimana.

A un certo punto, però, Nina Simone intona una canzone. Le parole del testo recitano “you are my joy, you are my pain“, sei la mia gioia e la mia sofferenza. Nella mia testa suona come un’illuminazione. Questa frase rappresenta il senso vero della corsa. La gioia incredibile che si prova tagliando un traguardo e la fatica che si fa nel correre una gara. L’entusiasmo di un personal best e il sudore versato per ottenerlo. L’adrenalina nel corpo del mentre e i dolori alle gambe del poi, quando l’effetto di questa droga naturale finisce per scemare. La sofferenza psicologica di certe uscite, quando il tuo corpo non ce la fa proprio ma tu devi andare lo stesso e le tante altre amenità che noi runner bene conosciamo.

La corsa è la mia gioia e la mia sofferenza. Con lei ho un rapporto tormentato. A volte, vorrei mollare tutto. A volte, vorrei lanciare il cronometro nel Naviglio e buttarmi per terra. A volte mi viene anche da piangere perché non ce la faccio più a stare dietro ai compagni di squadra più veloci di me. Poi penso a quanto questa maledetta amica-nemica mi ha regalato in pochi anni: la tenacia, la forma fisica, le amicizie… ma, soprattutto, un rapporto esclusivo tra me e lei, che nessuno potrà mai conoscere fino in fondo, se non io e lei appunto. E anche se il cronometro e le gambe, ne sono certa, spesso mi tradiranno, sono sicura che ci sarà sempre lei a tendermi una mano e a ricordarmi quanto è stato bello il nostro primo incontro e quanto lo sarà il nostro futuro insieme.

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