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Iniziare a correre? Arriva il Running motivator

8 febbraio 2016

È una calda pausa pranzo di metà inverno. Oggi la mia tabella prevede ripetute, 6 da 400 più un 1.500 veloce, e sono particolarmente elettrizzata. Non solo perché ai miei piedi porto un nuovo paio di Mizuno Ultima 7, che non vedono l’ora di aggredire l’asfalto, ma anche perché sarò scortata in allenamento da due guardie del corpo davvero speciali: Giuseppe Tamburino e Carlotta Montanera, alias Running motivator. Ovvero persone amanti della corsa e votate a trasmettere agli altri questa passione. Alle loro spalle due storie diverse da raccontare. Giuseppe è l’ideatore dell’Ecomaretona, la più grande corsa a tappe in favore dell’ambiente lungo le coste italiane, Carlotta ha un blog che seguo da sempre ed è un’icona per molte appassionate di questo sport.

Partiamo con due chilometri di riscaldamento e le parole iniziano a scorrere fluide come in nostri passi. Giuseppe mi racconta la sua storia e il perché ha deciso di portare in Italia la figura del running motivator (molto popolare negli Stati uniti) con il supporto di Mizuno, mentre Carlotta risponde alle mie domande sul fenomeno crescente della corsa tra noi donne. Trovo nelle loro parole la conferma di quanto ho sempre pensato. La corsa è una grande psicoterapia. Ci aiuta a superare le prove più difficili della vita, a diventare più forti, sopportando il dolore fisico e psicologico, serve a migliorarci e ad accettare noi stessi, anche con i nostri piccoli o grandi difetti.

Sono un po’ in affanno. Le due lepri mi hanno fatto rosicchiare 7/8 secondi su ogni ripetuta da 400. Manca ancora il 1.500. Penso di non farcela. Ma Giuseppe sorride e mi parla con tono pacato. “Brava, ormai ci sei”, mi dice, “ora ancora un piccolo sforzo, ti accompagno io in progressione”. Mi metto nelle sue mani e capisco in un attimo il potere magico di un running motivator. A lui il compito di aiutarti ad arrivare con naturalezza laddove non avresti mai pensato di farcela, che sia correre la tua prima maratona o iniziare a muovere i primi passi in un paio di scarpe da running.

Per contattare Giuseppe e Carlotta, andate sul sito www.runningmotivator.it. Intanto ecco qui per voi alcuni suggerimenti che provengono direttamente dalla voce di Giuseppe, per iniziare, ricominciare e continuare a correre.

La maggiore difficoltà consiste nel muovere il primo passo. Come è possibile trovare la giusta motivazione per abbandonare il comodo divano?
Muovere il primo passo significa essere consapevoli degli enormi benefici che la corsa può dare. Se non si riesce a farlo per tante ragioni suggerisco di seguire l’esempio degli amici che stanno correndo e mettersi nella loro “scia positiva”, oppure rivolgersi ad un Running motivator!

Una volta che si è assaporato il gusto dolce amaro della corsa, come si fa a trasformarla in una sana abitudine?
La strategia più giusta è quella dei piccoli passi. Non pretendiamo cambiamenti immediati o rivoluzioni stupefacenti. La corsa ha bisogno di entrare piano piano nella nostra testa e nelle nostre abitudini. Solo così potremmo farla diventare parte integrante e positiva della nostra vita!

Un infortunio. Uno stop forzato. Dove trovare il coraggio per riprendere?
Dopo un infortunio per una corretta ripresa bisogna farsi seguire da uno specialista. Il ” fai da te” a volte può produrre danni e ricadute. Ci vuole pazienza e progressività. Dimentichiamoci quanto andavamo forte prima e concentriamoci sul migliorare lo stato fisico e anche mentale. Riusciremo così a riprendere la forma perduta ed anche a migliorarla perche saremo veramente consapevoli delle nostre possibilità

Quando corri da un po’, prima o poi inizi a essere tormentato dal tarlo della maratona. Come trovare la spinta giusta per affrontare questa gara?
La maratona è un mito, un obiettivo ma non deve diventare una fissazione. Fare una maratona significa avere una corretta preparazione e un adeguato adattamento fisico e mentale. Fare una maratona non significa finirla e basta, a qualsiasi costo. La maratona, come dice Stefano Baldini, merita sempre rispetto. Ci vuole tempo, dedizione, un allenatore preparato e una grande volontà di misurarsi con i propri limiti, di andare a vedere cose c’è laggiù in fondo a tutti quei km. Una grande, enorme soddisfazione. Alleniamoci e prepariamola con tempo e cura.

Qui sotto io, Giuseppe e Carlotta davanti al murales della Canottieri San Cristoforo di Milano, da cui partono gli allenamenti con i Runner motivator.

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