Capita a tutti di doversi fermare. A me è successo a febbraio, quando ho rallentato in maniera significativa il carico degli allenamenti per motivi personali e professionali. La corsa mi è mancata moltissimo, inutile dirlo. Dall’altro lato, però, il mio corpo e la mia mente si sono subito impigriti. Rimettersi in carreggiata non è facile, neanche per gli innamorati della corsa come me, perciò ho chiesto l’aiuto di Massimo, allenatore della mia squadra, la Canottieri Milano.

Ho voluto raccogliere i suoi suggerimento in questo post e condividerli con voi, partendo da un presupposto fondamentale: ogni recupero va gestito in maniera personalizzata.

La prima cosa da chiarire è perché ci siamo fermati.

Principalmente ci si ferma per un infortunio o perché si decide di fermarsi per vari motivi. L’atteggiamento da assumere nel recupero è molto diverso nei due casi.

Se ci si ferma per un infortunio è importante ripartire evitando di farsi nuovamente male. Il rischio però è dietro l’angolo perché il desiderio di bruciare le tappe, in questi casi, è molto forte. È essenziale quindi ricominciare con estrema gradualità, alternando corsa a camminata. Nemmeno i più forti devono avere vergogna di camminare!
Qualora si sia seguiti da un medico o da un fisioterapista, sarà importante ascoltarne i consigli e rispettarli in maniera scrupolosa, anche se la tentazione di strafare è dietro l’angolo.

Chi si è fermato per altri motivi può invece dosare l’allenamento in maniera diversa. Ci vorrà sicuramente del tempo per riabituare il fisico a un certo tipo di sforzo e per evitare, anche in questo caso, l’infortunio. Una buona regola di massima è quella del 20%, ovvero aumentare il carico di allenamento del 20% ad ogni sessione fino a raggiungere i livelli del pre stop. Nel caso di una mezza maratona, ad esempio, ci vorranno circa quattro settimane per tornare a correre 20k, facendo un lungo alla settimana. Ovviamente, se partite da una buona preparazione sui 20k.

La condizione di partenza è infatti un’altra discriminante fondamentale.

La ripresa dipende anche dal bagaglio di chilometri accumulati nella propria vita di atleta e dalle condizioni di partenza. Il corpo di un ex atleta professionista non dimenticherà mai del tutto il suo passato. Chi ha già corso 42k, ad esempio, conserverà questo tesoretto come un patrimonio storico indelebile. Un principiante che si ferma, invece, rischierà facilmente di dover ricominciare quasi da zero.

A questo punto entra in gioco la costanza.

Quando si riprende, si deve riprendere a tutti gli effetti. Bisogna infatti tornare ad allenarsi con la frequenza settimanale del pre stop. Per fare questo è utile porsi un obiettivo.

L’aspetto psicologico gioca infatti un ruolo fondamentale nel recupero.

Fissare la data della prossima gara vi aiuterà a tornare come prima se non meglio di prima. Perché, non dimentichiamocelo, uno stop dagli allenamenti intensi può essere anche rigenerante e salutare.

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