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Il coraggio di partire

22 ottobre 2018

Non importa cosa trovi alla fine di una corsa, l’importante è quello che provi mentre stai correndo. Il miracolo non è essere giunto al traguardo, ma aver avuto il coraggio di partire” (Jesse Owens)

Il coraggio di partire. Una cosa per niente facile. Appuntarsi un pettorale e aspettare lo sparo del via. Un’emozione che solo chi gareggia conosce, dal professionista al più inesperto degli amatori. Quella scarica di adrenalina che ci unisce tutti e fa vibrare i nostri animi all’interno delle griglie. C’è chi nervosamente si guarda intorno, chi finge serenità, chi si riscalda e chi sta fermo a pensare, chissà poi a che cosa. Ci sono i gruppi di amici e i compagni di squadra. I silenziosi e i chiacchieroni.

Ci sono quei minuti che scandiscono il countdown, quando sistemi l’orologio a caccia del segnale Gps, controlli che le scarpe siano allacciate bene e che i vestiti siano al loro posto. Poi il tempo si ferma per un attimo. A volte il silenzio è quasi religioso, a volte canti, urla e sorrisi sovrastano tutto. Senza accorgertene ti trovi sotto il gonfiabile a sentire i beep dei chip che passano sul tappetino e ci sei anche tu.

Lì inizia la tua avventura. Non sai mai come sarà fino a quando arriverai in fondo ma la cosa importante è aver cominciato. Nel mezzo ci sono quei chilometri scanditi dall’inesorabile scorrere del tempo e da un viaggio ogni volta diverso, che condurrà fino al traguardo, a quel momento in cui ogni sofferenza sembrerà svanire.  Lì capirai appunto che il miracolo non è tanto essere arrivato ma aver avuto il coraggio di partire.

Una bella metafora della vita.

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