Un bel giorno ti ritrovi così. Cambiata.

Un tempo svegliarsi il week end prima delle 10 era un sacrilegio.

Un tempo eri la regina del sabato sera e conoscevi tutti i pr delle discoteche di Milano per entrare nei privé.

Un tempo passavi ore a farti la piega dei capelli dopo la doccia.

Un tempo mettevi solo i tacchi.

Un tempo sapevi che un km era fatto da 1.000 metri ma non te ne poteva importare di meno.

Un tempo per percorrere ventuno km prendevi la macchina.

Un tempo eri una persona normale.

Ora nel week end ti svegli prima che durante la settimana per fare il lungo.

Il sabato sera vai a letto presto, al massimo ti concedi una cena con gli amici ma una cena bilanciata che poi, il giorno dopo, ti devi allenare o hai una gara.

Ti asciughi i capelli un po’ come capita perché tanto domani correrai ancora o nuoterai o andrai in palestra e anche la piega del parrucchiere non avrà più senso.

Ora vorresti sempre mettere i tacchi ma, quando devi correre, non puoi proprio e siccome passi un sacco del tuo tempo correndo metti meno i tacchi…

Ora sai esattamente in quanto devi correre 100 metri per fare un km in un certo tempo e questo ti fa molta paura soprattutto se sei sempre stata negata per la matematica.

Ora ventuno km non sono più così tanti perché stai preparando una maratona ed esistono anche i lunghissimi.

Ora non sei più una persona tanto normale, lo sai e vedi che gli altri, quelli che non corrono, ti osservano come un panda in via di estinzione.

Come si cambia. Fiorella Mannoia aveva proprio ragione. La corsa ti cambia e lo fa in meglio.
Chi non lo ha mai provato non può saperlo. Mi dispiace per loro. Io intanto continuo a correre.

 

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