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Run baby run. Correre con i ragazzi

28 aprile 2016

Mi sono sempre chiesta cosa sarebbe stato di me se i miei genitori mi avessero fatto gareggiare fin da bambina. In realtà ho sempre corso tantissimo e giocato all’aria aperta, a differenza dei ragazzi di oggi che passano la maggior parte del loro tempo davanti alla televisione o a un tablet. Il problema è che non ho mai fatto parte di una squadra di atletica giovanile e, a volte, mi domando cosa sarebbe di me se avessi allenato il mio motore fin da tenera età. Sicuramente non farei la fatica che faccio oggi per ottenere risultati per me soddisfacenti ma scarsi rispetto alla media delle altre persone che hanno passato l’infanzia correndo campestri.

A questo pensiero, recentemente si è aggiunto il fatto che mi capita sempre più spesso di vedere genitori e figli correre insieme, sia in gara che durante gli allenamenti, e che la mia amica Cristina mi abbia suggerito di scrivere un post su questa abitudine molto diffusa per rispondere alle richieste di tante sue conoscenti mamme e runner.

Non essendo un’esperta nel campo, ho deciso quindi di rivolgermi ad Antonio Aracri, tecnico del settore giovanile del team Euroatletica 2002, realtà che conta circa 120 iscritti di cui una settantina appartenenti alle categorie esordienti (6-11 anni). Antonio ha subito messo il punto su una questione: “I bambini devono imparare ad amare questo sport meraviglioso sin da piccoli senza mai essere forzati a praticarlo e noi allenatori dobbiamo semplicemente alimentare il desiderio innato in ognuno di loro di muoversi correndo, saltando e lanciando, in una parola sola, facendo atletica. L’allenatore deve essere capace di trasmettere ad ogni piccolo atleta un sano spirito agonistico, che consenta loro di affrontare con serenità ogni gara che in questa fase dovrà essere da loro vissuta come momento puramente ludico e gioioso”.

Perciò, se volete instradare i vostri ragazzi all’atletica, provate a leggere i consigli da lui forniti.

Iniziare come un gioco.Nella fascia di età compresa tra i 6 e i 15 anni, i giovani atleti attraversano un momento particolare della loro vita, che impone a noi allenatori di prendere in considerazione diversi aspetti e di proporci non solo come trainer sportivi ma anche come trainer dal punto di vista psicologico. E’ per questo che, nei primissimi anni, l’atletica va vissuta come un gioco, tra corse, salti, circuiti vari e ostacoli, senza creare troppe pressioni o inutile stress”.

Sviluppare il senso di gruppo.E’ importante cercare di lavorare in gruppo per dimostrare che l’atletica non è uno sport individualistico. Sarà fondamentale portare i ragazzi in squadra a partecipare alle gare, incentivando lo spirito di divertimento e di aggregazione”.

Lavorare sulla multilateralità.Fino alla categoria cadetti (14-15 anni) suggeriamo di non puntare su una specialità precisa ma di far praticare più discipline dell’atletica. E’ fondamentale, infatti, sviluppare un bagaglio motorio completo che risulterà utile negli anni successivi, puntando molto sulla cura delle capacità coordinative, di rapidità,  di flessibilità e mobilità articolare, piuttosto che incentrare la preparazione su una specializzazione precoce, controproducente per le categorie giovanili”.

Esercitare i punti di forza ma, soprattutto, i punti di debolezza.Un buon allenatore sa già la disciplina in cui, potenzialmente, un bambino potrà eccellere ma, tuttavia, è fondamentale curare tutti gli aspetti che riguardano la crescita psico-fisica nella sua interezza per meglio rafforzare il corpo e lo spirito dei ragazzi”.

Non bruciare le tappe.Bisogna essere consapevoli che i tempi saranno lunghi e ogni piccolo risultato sarà raggiunto gradualmente. Sarà solo a partire dalla categoria cadetti (14-15 anni) che si inizierà a fare un accenno alla specialità, che poi verrà meglio definita a partire dalla categoria allievi (16-17 anni)”.

Cinque regole essenziali ma estremamente utili che si sintetizzano nella necessità di rivolgersi sempre ad allenatori esperti.

Vedrete che, in questo modo, i vostri ragazzi verranno a correre con voi molto più volentieri e, sicuramente, faranno di tutto per battervi.

Foto courtesy: Shutterstock

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