La partenza della Wings for life world run di Verona
Experience

I centomila volti della solidarietà

4 maggio 2015

E’ facile dare per scontato qualcosa che la vita ci ha regalato fin dalla nascita. Come un paio di gambe con cui camminare e correre. Quando si pensa, però, a chi questo dono speciale non c’è l’ha più, tutto assume un peso differente. E anche una manifestazione podistica può svelare un volto inedito, diventando il veicolo di un messaggio di portata globale.

Questo è il caso della Wings for life world run, la più grande corsa benefica mai realizzata al mondo, giunta alla sua seconda edizione. Un appuntamento che la prima domenica di maggio ha riunito più di 100.000 runner in 35 location di 33 Paesi per correre a supporto la Fondazione Wings for life, realtà creata nel 2004 allo scopo di finanziare la ricerca sulle lesioni al midollo spinale dalla leggenda del motocross Heinz Kinigadner, il cui figlio è costretto sulla sedia a rotelle dal 2003, e da Dietrich Mateschitz, fondatore di Red Bull, società austriaca promotrice dell’appuntamento mondiale.

Appuntamento che in Italia ha confermato il suo starting point a Verona. Sulla linea di partenza in piazza Bra erano schierate più di 3.000 persone, tra cui la modella e presentatrice televisiva Fiammetta Cicogna, che da subito ha creduto nella bontà dell’iniziativa. “Quando lo scorso anno mi è stato chiesto di supportare il progetto ho subito pensato che sarebbe stato fantastico correre per chi non può farlo e contribuire a raccogliere fondi per la ricerca”, ha raccontato, “corro per passione da quando sono bambina e mi sono sempre chiesta cosa succederebbe se non avessi la possibilità di calpestare in questo modo la vita. Correre per me significa molto e credo che per una donna questo sport rappresenti una sorta di terapia, un modo attraverso cui affrontare diversamente l’esistenza”.

Accanto a lei, in prima fila, il veterano del running Giovanni Storti, l’attrice Claudia Gerini insieme alla figlia Rosa, e Giorgio Calcaterra, campione del mondo di ultramaratona e vincitore anche della seconda edizione della competizione italiana (quarto nella classifica mondiale), acciuffato dalla catcher car, l’inesorabile traguardo mobile, all’altezza dei 78,53 chilometri. Per la categoria femminile, invece, prima classificata italiana è stata Chiara Moras, grazie a una lusinghiera prova di 39,2 chilometri.

Il vero traguardo raggiunto però è stato quello benefico. In totale sono stati raccolti 4,2 milioni di euro grazie alle iscrizioni e alle donazioni. “E’ stato un giorno grandioso”, ha sottolineato Anita Gerhardter, ceo della Fondazione Wings for life, “Il risultato ha superato ogni nostra aspettativa e le donazioni stanno ancora proseguendo”.

Difficile sarà dimenticare questa giornata di sport e di festa per chi l’ha vissuta. Impagabile l’emozione di attraversare le vie della città accompagnati dal tifo della folla, meravigliosi i paesaggi lungo l’Adige e appena fuori dalle porte della città, dove iniziano a svelarsi le colline della Valpolicella. Ogni passo faceva tornare alla mente quanto poter correre sia uno dei regali più belli della vita. La fatica? Solo un ricordo, offuscato dalla gioia di aiutare qualcuno passo dopo passo. Un’esperienza da rivivere anche il prossimo anno, quando la manifestazione tornerà per il suo terzo appuntamento domenica 8 maggio. Puntuale come sempre, attraverserà tutti i fusi orari del mondo, dall’Oceania alle Americhe, ribadendo quanto sia importante correre per chi non può.

 

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