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Le mezze stagioni esistono. Eccome…

18 ottobre 2013

Chi ha detto che non esistono più le mezze stagioni?
Nel mondo del running c’è un lunghissimo lasso temporale/climatico che è compreso tra i -2 e i 30 gradi.
E’ durante questo periodo dell’anno che i runners possono sbizzarrirsi nelle loro mise più disparate e dare libero sfogo alla creatività…
La mezza stagione è il momento che preferisco in assoluto perché appaga maggiormente il mio spirito di osservazione.
E proprio in questi giorni, guardandomi intorno, ho individuato quattro tipologie di sportswear street stylers…

IL CANOTTA (o ER CANOTTA se vive a Roma) Corre in canottiera e shorts tutto l’anno, ma proprio tutto. D’estate non ci fai caso perché anche tu sei vestito come lui ma d’inverno, quando l’asfalto è ricoperto da uno strato di brina scivolosa e la nebbia mattutina scende fitta sul Naviglio, incrociare il Canotta tutto nudo fa lo stesso effetto di vedere una zebra al Polo nord. In un attimo, ti senti come un esemplare di uomo Mediterraneo in viaggio ad Amsterdam in primavera, quando la gente è seduta nei caffé all’aperto in T-shirt e tu sei ancora in giro con il Moncler. Il canotta tra l’altro di solito corre a 3 al km ed è così magro, ma così magro, che ti domandi come possa sopravvivere al freddo senza un grammo di grasso addosso.

IL FELPATO. Il Felpato è agli antipodi del canotta. Appena la temperatura scende sotto i 26 gradi, il Felpato indossa un felpone anni 80 effetto cocooning. Tanto caldo e avvolgente che, a fine allenamento, dicono che al suo interno inizi a proliferare una colonia di batteri tropicali. Il Felpato di solito abbina alla sua felpa preferita un paio di pantaloni lunghi, felpati anch’essi. E, quando proprio inizia a fare freddo (cioè quando la temperatura va sotto i 20 gradi), il Felpato indossa anche un paio di guanti e un cappellino di pile. Le performance del Felpato di solito sono discutibili. Del resto, c’è anche da domandarsi come faccia ad arrivare a casa vivo, correndo con tutta quella roba addosso!

IL POSER. Compra l’intera collezione di stagione di un marchio di sportswear blasonato e ne mette addosso tutti i capi per farne bella mostra, fotografandoli e postandoli sui social media: ripiegati con cura prima di correre e indossati durante la corsa (azione che comporta uno stop ogni 100 metri per avere una prospettiva differente). Fortunatamente, evita di immortalarli dopo la corsa perché non è stupido e sa che rischierebbe di perdere parecchi follower. La stagione di mezzo è particolarmente apprezzata dal poser perché una mattina può vestirsi con la collezione fall, un’altra con la winter e, magari, anticipare un look della spring/summer…

IL CIPOLLOTTO. Ecco la categoria che preferisco e nella quale più mi ritrovo. Il cipollotto guarda il meteo tutte le mattine prima di uscire e, preferibilmente, fa controlli incrociati su più siti delle previsioni del tempo. E’ sempre tormentato da un dubbio: farà caldo o farà freddo? Nell’incertezza, esce con tre o quattro strati di abbigliamento tecnico a cipolla, “sfogliandoli” di km in km… Di solito lo riconosci perché ha qualcosa legato in vita, a un braccio o dove capita… Il cipollotto ha saputo che alla partenza della Maratona di New York, gli atleti abbandonano i loro vestiti, lanciandoli selvaggiamente per strada. Il suo sogno sarebbe fare lo stesso sulla ciclabile del Naviglio o in parco Sempione ma con dietro qualche anima pia che glieli raccolga. Illuso!

Insomma, per fortuna, nel mondo del running le mezze stagioni esistono ancora.
E, personalmente, sono convinta che regalino grandissime soddisfazioni!

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