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Test: correre d’inverno con il Nike Shield Pack

11 novembre 2016

Ho aspettato con trepidazione il buio, il freddo e la pioggia per testare il nuovo Shield pack di Nike.

La collezione dedicata al running invernale del marchio sportivo riserva ogni anno grandi sorprese, capaci di ingolosire noi runner fashionisti e, allo stesso tempo, attenti agli aspetti tecnici della corsa open air tutto l’anno.

Il primo test del prodotto è stato fatto con una run di 5 km durante una serata autunnale ancora tiepida, insieme a un gruppo di blogger e di giornalisti, ma la vera prova del nove è arrivata in occasione del piovoso week-end successivo e delle fredde mattinate di questa settimana, quando lo shield pack ha potuto esprimere al meglio il suo potenziale.

nike shield 1

Punta di diamante della collezione sono le scarpe, la prima versione invernale delle rivoluzionarie Lunarepic Flyknit, la famosa scarpa con il calzino che anche i miei colleghi modaioli guardano con ammirazione. La nuova Nike LunarEpic Flyknit Shield presenta le stesse caratteristiche delle versioni precedenti, con l’aggiunta di elementi che la rendono adatta a tutte le condizioni climatiche, ed è pensata in modo tale che gli atleti possano correre con serenità durante i mesi invernali. La tomaia Flyknit è realizzata con DWR (materiale resistente e impermeabile) rivestito di filati TPU e con una parte interna anti-acqua per mantenere il piede caldo e asciutto. Come tutta la collezione shield, è catarifrangente e presenta un motivo geometrico sulla superficie che la rende bella anche per andare a passeggio. La suola è scanalata per aumentare la superficie, respingere l’acqua e ottimizzare ulteriormente la trazione. Il collare alto fornisce sostegno, garantendo una calzata dinamica ed enfatizzando il movimento naturale della caviglia e del piede. Testata sotto la pioggia battente, mantiene grip. Da comprare di misura tendenzialmente grande in quando i materiali più compatti  e avvolgenti rispetto alla sorella estiva la rendono più aderente.

Lunarepic shield

Passando all’abbigliamento, va detto che la collezione Shield mantiene l’appeal speciale di tutte le proposte Nike, con un pizzico di glamour in più dato dall’effetto scintillante, che trovo perfetto per le feste natalizie! Il mio capo preferito è, senza dubbio, il gilet AeroLoft flash, uno smanicato impermeabile e traspirante nonché catarifrangente. Realizzato in piuma d’oca 800 offre un isolamento superiore a fronte di un peso minimo e garantisce il massimo calore e una libertà di movimento ideale. In più, è comodamente ripiegabile nella tasca laterale e portabile a mano quando non utilizzato. Insomma, una favola. Io l’ho provato durante un allenamento sull’erba pre campestri. Pioveva e c’erano circa 10 gradi. Ho indossato una maglietta tecnica a maniche corte e shorts. L’AeroLoft flash mi ha permesso di mantenere una temperatura costante e di muovermi in tutta serenità. Sarà la mia divisa per l’inverno.

L’AeroFlot prima…

AeroFlot Shield

…e dopo

AeroFlotShield ripiegato

Insieme al gilet, ho avuto modo di testare la maglia a manica lunga e collo alto Sphere element, caratterizzata da una struttura in tessuto traspirante 3-D per ridurre l’aderenza causata dal sudore e assicurare, al contempo, un calore leggero. Da addetta ai lavori del settore fashion, ho apprezzato la presenza di occhielli per il pollice con muffole per una copertura ideale, di un orlo posteriore allungato e di maniche con taglio raglan. Come pantalone, ho testato i Tights shield: il tessuto Shield a zone differenziate offre una protezione ottimale da vento e pioggia, la tasca con zip protegge i piccoli oggetti dal sudore grazie alla barriera vapor, mentre dettagli rifrangenti garantiscono una visibilità ottimale in condizioni di scarsa illuminazione. Sono davvero caldissimi, adatti ai più freddolosi o quando le temperature sono vicine allo zero.

Il Nike Shield Pack 2016

Insomma, come diceva Lord Baden Powell, il fondatore degli scout: “Non esiste buono o cattivo tempo, ma buono o cattivo equipaggiamento”. Con lo Shield pack non avrete scuse per saltare gli allenamenti, nemmeno durante le giornate più rigide.

Photo credits immagine di apertura e primo scatto, Andrea Schilirò

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